caffè, brioches e brochure


giovedì, marzo 31, 2005
 

A grande richiesta torna il mitico Michelino

 con:

APPUNTAMENTO AL BUIO CON

LA COSCIENZA

L’organizzazione della serata è ormai

terminata. Abbiamo deciso di trovarci alle 20:30

 per l’aperitivo poi, ottimizzando le macchine, 

 andremo dove si svolgerà la cena, al locale

prescelto, che si trova quasi sempre e chissà perché, 

in un posto dove il parcheggio è una chimera.

 

Fanno sempre piacere queste cene fra colleghi,

danno modo di conoscere le persone che vedi

tutte le mattine da un lato diverso e tramite loro,

conoscere nuovi amici, insomma, si possono aprire

scenari assai piacevoli; per me, è per questo che prendi dall’armadio la camicia migliore, quella che ti fa fico,

l’ultimo jeans acquistato, quello che

(ti hanno detto le tue amiche) ti fa un bel sedere e parti, consapevole che berrai sicuramente un bicchiere

di troppo e le 2 ore di permesso segnate all’ultimo

momento, non basteranno di certo a salvarti da un

 mal di testa grande come piazza del Duomo.

 

 Tant’è……

Sono vestito.

l’aperitivo scivola via che è un piacere, resistere

agli stuzzichini che i locali in stile milanese

 propinano, è sempre più dura ma per fortuna i 130

addominali fatti in palestra 2 ore prima, mi hanno

 lasciato un indolenzimento acuto, e mi ricordano

 come sarebbe dura passare a 160 qualora essi

si dovessero appannare sotto i colpi delle tartine

o degli spiedini di wurstel…Meglio resistere alle

 tentazioni ed aspettare la cena!

Anche perché, spostando qualche motorino,

 salendo un po’ sul marciapiede e…vabbè Stefano sì,

è anche un po’ sulle strisce pedonali la macchina,

ma tanto a quest’ora i vigilini mica passano…

insomma, è valsa la pena resistere, perché siamo

già dentro il locale e fra un pochino mangeremo…

Mangeremo solo dopo aver espletato le pratiche

dei saluti; e qui, sono fantastici quei colleghi che

vedi tutti i giorni, che ti salutano con un rapido

quanto indolente gesto della mano, ma che,

catapultati in questo posto pieno di lustrini,

smancerie di plastica, Q.I. rasenti lo zero,

ti salutano con eccessivo entusiasmo, spesso così:

”Grrrrrandeeee!Come stai?”.E te ti chiedi perché

 ora mi merito un “grande”, stamattina un gesto

e via… mah!

Ci sediamo, la fame incombe, non ci penso già più..

 

 

 

Queste cene, non sono mai appuntamenti

enogastronomici ma è qui che mi convinco che

Matrix esiste per davvero, con Trinity, Morfeus

e tutto quanto, “eletto” compreso….questo perché

il cibo non ha alcun sapore, è Matrix che trasmette

un impulso al tuo cervello, che ti fa sembrare il riso riso,

l’ arista arista ecc…

Ma ormai siamo in ballo, ci divertiamo,

è divertente la storiella di Isabella sull’amico

 della palestra, buffo Francesco con il suo corso

di ping pong e… chi s’immaginava che Lorenzo

fosse insegnante di salsa……

 

 Antipasto, primo, secondo, dolce…..

La cena è finita, andate in pace!… no aspetta,

questa è un’altra storia…la cena è finita,

possiamo prendere il caffè e fare la solita battuta “acquantebbono!!” . Fa schifo il caffè in questo

posto, ma è pur sempre un ottimo pretesto per il

 seguente ammazzacaffè e per svariati cuba libre di consolazione……

 

 Ci siamo un poco dispersi nel locale…..

Non è neanche male la musica stasera, non è poi

quel gran caldo, il fumo ormai è stato debellato e

 con Stefano concordiamo che non c’è neppure troppa

 calca per essere la serata evento del giovedì  e lui per

festeggiare, mi offre un altro cubino……..

Insomma, potrei dirvi che tutto è andato liscio, ma se

 cercate il lieto fine a questo racconto banale, cercate

 altrove, se invece ormai ve lo volete sciroppare tutto,

sappiate che gli aperitivi uniti al vino ed ai cubini post

 cena, mi stanno chiedendo di uscire e per questo, mi sto

dirigendo al bagno assieme all’Elenina, grazioso

esserino femmina, sul quale avrei fatto più che un

pensierino, se non avessi avuto sua sorella come

fidanzata per otto anni, no, non sarebbe carino,

meglio considerarla un eunuco….

 

 Torniamo a noi….

Alla sagra della frivolezza, dell’effimero,

 del sentimento di plastica, della consumazione

ipocrita, secondo voi è giusto andare al bagno

col cervello in trasferta ed imbattersi nella propria

coscienza?

Cosa è secondo voi la coscienza? Io non lo so,

ma mi piace pensare che essa si materializzi

in più forme e stasera, la mia, è alta un metro e

settanta circa, ha un faccino bellino, una forma

fisica invidiabile e mi è stranamente familiare.

Rimango stupito nel vederla, non me l’aspettavo lì,

secondo me è decisamente fuori posto,

di solito è altrove che mi appare, col preavviso,

ma lì no! E poi cosa vuole? Cosa ho fatto di male?

 Mi sto divertendo con degli amici… qui non c’è spazio

per le cose serie, siamo in discoteca perdinci,

è tutto finto qui!!!

Invece lei mi guarda, mi saluta e compie il suo

dovere di coscienza, cioè ti ricorda, ti ammonisce,

ti impedisce di pensare ad altro, di non farti assalire

dal rimorso, di non ricordarti che hai sbagliato…

Ora, io non lo so perché mi ha voluto rovinare la

serata la mia coscienza, proprio stasera che non sono

 in me per fronteggiarla, non posso parlare perché la

musica copre le mie parole, non posso scappare

perché mi raggiungerebbe ovunque qua dentro,

non posso far finta di non vederla perché si

 rende visibile da ogni  punto, non posso smentirla

perché alla fine, ha ragione lei…capisco però che devo

ammettere la sconfitta.

E posso solo fare una cosa…… ….

 

 Hai visto Stefano? I vigilini hanno avuto pietà,

c’è ancora la macchina, però io mi sono scordato di pisciare….

postato da blunote | 11:49 | commenti (18)
 

CIMITERI, SCEMPI E POI BOH!

Mi chiedevo cosa ci può essere di tanto

interessante nel distruggere alcune tombe

senza oltre tutto rubare niente, solo

 rompere foto e distruggere statuette e

colonne .... dite che dietro c'è la promessa

sicura di diventare calciatore o velina? .........

ps.. stà tornando Michelino!!!

postato da blunote | 10:24 | commenti (4)


martedì, marzo 29, 2005
 

La mia passione per i nativi vive talmente

 forte dentro di me che la sento in ogni

cosa che faccio ed in ogni cosa mi circondi.
Cosa credi che mi spinga alla protezione

del territorio e della economia del posto

dove sono nata e cresciuta? le mie passioni

devono servire a farmi aprire il cervello

 non a rendermelo più chiuso.
Mi sento sempre di più come un Pellerossa,

 sia come Senese che come Italiana ....

non avrebbe senso leggere tanto,

imparare tanto e limitarsi a tenere una

frase attaccata al frigorifero per fare

la fica quando qualcuno viene a prendere

un caffè.
I pellerossa civilmente erano avanti eppure

sono stati sventrati dalle giacche blu del

progresso e della civilizzazione.

Mi sembrerebbe stupido non imparare dal loro

esempio e dalla loro storia che forse dovremo

difendere con tutte le nostre forze quelle che

 sono le nostre risorse .....

L’INSOSTENIBILE STRACCIATEZZA

DEI CINESI

Adesso diventerò antipatica, no forse già lo

sono (in effetti dovrei cominciare a farmene

una  ragione). Odio ogni forma di politica

perché mi stanno profondamente sugli

zibidei i personaggi politici di oggi

(certo quando si trattava di scegliere

tra Cicerone o Silla era tutta un’altra

storia) ed inoltre mi sento anche

un pochino quant’enniente presa

per i fondelli da ognuno di loro che

si permette di aprire bocca e lasciare

andare la cosa più accattivante del

momento. Ognuno dice le cose che

fanno comodo a se stesso puntando sul

messaggio mediatico indirizzato alla fascia

di ascoltatori che ha giovato di quello o

quell’altro  accomodamento economico.

 Premesso questo vi prego di non affibbiarmi

nessun tipo di etichetta visto che le tolgo anche

dagli abiti che indosso. Poi infondo se me ne

vorrete attaccare una prenderò un paio di

forbici e me la staccherò.

 

 

 

 

 

 

 Il nostro mondo, la nuova economia,

il nuovo mercato cerca la rinascita in

luoghi (come sempre del resto) inesplorati

e incontaminati e quale migliore territorio

se non la CINA. Solo nella mia città sono

stati indetti almeno due bei convegni per

l’apertura del mercato a Pechino, se non mi

sbaglio avevamo anche a Sanremo una delegazione

di bei mandorlati pronti a fare sorrisini e Bonolis

preparato a fargli fare la figura degli strulli.

In realtà io sono un po’ preoccupata.

Si, preoccupatissima forse è un termine più adatto

e non per un solo motivo. Non si tratta solo della

paura di crollare sotto un esercito (ma sono

milioni i cinesi lo sapete? Lo sapete che i cinesi

si auto regolano nelle nascite? Cioè viene deciso

se una coppia deve abortire o meno a seconda che

 il figlio sia maschio o femmina? Certo che viene

 fatto perché non ci siano meno maschi che femmine,

 perché tutto sia in equilibrio, ma mi suona

veramente brutale e razzista se mi è concesso

il termine… io ne sono rimasta scioccata) di piccoli

omini gialli alti come una testuggine, con le gambe torte,

i capelli neri a caschetto. Ogni caschetto la sua frangetta

e ogni frangetta due bacchette. Se pigliano il via ci

radono al suolo! Cerchiamo di capirsi, non ho niente

in assoluto contro i cinesi come non sono contro

nessuna razza in generale ma se mi vieni a rompere

i c***** in casa mia allora è un altro par di maniche.

 Sapete di quel carico che è stato fermato pieno

di medicinali provenienti dalla Cina? Ecco,

non mi preoccupa il fatto che vengano poi messe

sul mercato e vendute a noi perché il carico era

destinato alla comunità cinese ma ritengo questa

cosa un terribile campanello d’allarme.

Lo scambio di prodotti è sicuramente una cosa positiva,

riuscire ad esportare i nostri prodotti in un mercato

 come quello cinese potrebbe davvero segnare

una svolta si, certamente, se gli asiatici comprassero

 i nostri prodotti. Invece loro si stanno organizzando,

loro già hanno un bel mercato qui dalle nostre parti:

I jeans che indossano milioni di ragazzine delle

case popolari e non vengono tutti da Chinatown

€ 19 per i classici 5 tasche fino ad un massimo di

€45 per jeans un po’ più particolari con cuciture

storte o taglie e quantità ridotta. Niente a che vedere

contro i normali 50€ di un paio comprati in qualsiasi

negozio o addirittura i 150€ di case come Lewis….

(i pantaloni da lavoro !!!! ahahahahhah e ci andrei io

 a lavoro con 300.000nelle gambe si! Eventualmente

ad un happening di quelli pesi mica a sdrucirmeli seduta

 davanti ad un pc…)

 Cinture semplici in cotone anche a € 2, mogliettine

in cotone a maniche corte a dei prezzi che non superano

 le 10€ tute per bambini, valige trolley rigide a 15 €

(enormi!) scarpe da ginnastica a non più di € 20.

Ogni volta che vai un simpatico visino ti saluta

e ti regala UN ACCENDINO LEGALO CINESE!!!!

 LEI NO FUMA LEGALO OLECCHINO!... .

Loro cosa comprano da noi? Le macchine già noi

le compriamo giapponesi… loro forse Mercedes!!!

Non panda. Mangiano alla rosticceria cinese,

vanno dal barbiere cinese e comprano solo da

altri connazionali (a parte i super mega businessman

che vanno e vengono con Armani, Balenino… ma sono più Giapponesi che Cinesi)

Non ho intenzione di soccombere come un topolino

al crollo di un grattacielo. Non credo sia corretto

comprare quei jeans a 19€ sapendo che hanno questo

costo solo perché sono i bambini che vengono sfruttati,

perché la loro manodopera costa zero… beh … io vorrei

un alternativa, vorrei non dovermi trovare a vendere tutto

 quello che ho agli asiatici. Nella strada dove vive mia

madre i Senesi se ne stanno andando perché non hanno

possibilità di permettersi di continuare a vivere in centro

 e i Cinesi girano in mercedes alla ricerca di altri fondi per magazzini etc…. beh! Probabilmente diventerà la

chinatown senese, forse lo è già diventata ma a me

sembra tanto triste…

Se chiedessi un alternativa? Siamo sicuri che la

Cina sia la nostra salvezza?...... io penso soltanto

 che dovremo essere in grado o almeno i nostri politici

 se non altro per quanto sono pagati, di darci una alternativa.

Loro non ce la daranno mai perché quella che ci

daranno loro sarà l’alternativa che fa più comodo

a loro in questo preciso momento, domani sarà diversa.

 Allora provo io a suggerirvi una alternativa per quanto

  possibile. Non comprate i jeans a 19 € degli Asiatici,

comprateli al negozio sotto casa dell’usato gestito

dal Sig. Neri Nerino o da quello di Chiara dove si

 trovano solo abiti cuciti da lei con avanzi di pezzi

di stoffa che rendono ogni abito unico al mondo.

Cerchiamo di valorizzare ciò che produce il nostro

paese. Perché dobbiamo comprare il grano dalla

juguslavia se ne produciamo in abbondanza?

Perché i nostri agricoltori devono spendere ed

investire più degli altri e guadagnare meno?

Capisco…si, non ci si può permettere di comprare

ai prezzi attuali, tutto è troppo caro, e allora che si

 faccia qualcosa, ma la cosa più importante da capire

 è che dobbiamo mirare all’autosufficienza prima che

alla invasione di mercati esteri.

Un tempo si insegnavano molte cose, a stirare,

a cucire, a cucinare, a fare le scarpe, gli ombrelli …….

No? Dite di no? Dimostratemi cosa succederebbe

di così terribile se l’Italia mirasse come prima cosa all’autosufficienza personale e Statale e io potrei

 anche cambiare opinione

P.S. ci manca che diamo anche la BNL agli Spagnoli così il nostro credito/debito verso le banche lo gestiranno gli altri...ahahahhahahh

non so se inca****** o mettermi a ridere

postato da blunote | 16:51 | commenti (30)


venerdì, marzo 25, 2005
 

I BAMBINI FANNO OH 

Buona Pasqua a tutti, oggi è Venerdì santo,

la passione di Cristo che si è sacrificato sulla

croce per liberare noi, tutti noi dal peccato.

Adesso che lui si è sacrificato per noi, che

ci ha regalato il paradiso eterno,

PENSIAMO DI FARCELA A REGALARE

ALMENO UN GIARDINO AI BAMBINI

CHE CI CIRCONDANO?

Molti di voi conosceranno questa canzone,

 altri no, è favolosa, ve la regalo, per ognuno

 di voi e per il bambino che ancora sta

nascosto tra le pieghe del vostro cuore.

Vi ho messo anche il sonoro. Godetevela

e se vi va immaginatevi un signore vestito

di colori che da una mongolfiera regala sogni

 a tutti i bambini che fanno ohhhh ohhhhh

proprio a quelli che non hanno chi li ascolta.

un bacio auguri a tutti

Giuseppe Povia, in arte Povia, 30 anni, è nato a Milano,
ma ha vissuto gran parte della sua vita all’Isola d’Elba
dove risiede. Con un passato travagliato alle spalle,
Povia è solito ricordare “sentirmi senza affetti e
senza domani…sono cose che restano”.
Nonostante ciò ama sorridere, osservare la gente
e godersi la vita.  Voce accattivante, indagatore
attento di sentimenti, sincero, ironico, si sente un poeta
degli affetti in spontanea sintonia con la musica.
Definisce la canzone il suo “rifugio perfetto”,
 ama osservare gli aspetti della realtà che lo
circonda e metterli in versi. Cosciente di svolgere
una professione dal futuro incerto e sempre soggetta
ad imprevisti e delusioni, non intende comunque
abbandonare ciò che definisce il suo sogno.
Dopo il singolo “Tanto tu non mi cambi”,
è uscito nel giugno scorso il nuovo lavoro dal titolo
“Zanzare”. Non potendo partecipare alla gara
in quanto la sua canzone, " I bambini fanno Oh",
presentata due anni prima al Premio Recanati,
 è stata scelta come bandiera per l’operazione
“Avamposto55” che il Festival di Sanremo 2005,
ha messo in atto a favore dei bambini del Darfur .

 

Questa canzone é dedicata a tutti i bambini del mondo e a tutti i bambini che vivono dentro di noi.

Quando i bambini fanno oh
c'è un topolino
mentre i bambini fanno oh
c'è un cagnolino
se c'è una cosa che ora so
ma che mai più io rivedrò
è un lupo nero che da un bacino
a un agnellino

 

 

 

 

Tutti i bambini fanno oh
dammi la mano perchè mi lasci solo
sai che da soli non si può senza qualcuno,
nessuno può diventare un uomo
per una bambola o un robot
magari litigano un pò
ma col ditino ad alta voce
almeno loro, eh, fanno la pace
Così ogni cosa nuova è una sorpresa
proprio quando piove
i bambini fanno oh guarda la pioggia.

 

 

 

 

Quando i bambini fanno oh
che meraviglia, che meraviglia
ma che scemo vedi però però
e mi vergogno un po'
perchè non so più fare oooooooh
e fare tutto come mi piglia
perchè i bambini non hanno peli
ne sulla pancia,ne sulla lingua.

 

I bambini sono molto indiscreti,
ma hanno tanti segreti
come i poeti
i bambini volan la fantasia
e anche qualche bugia
o mamma mia... bada
ma ogni cosa è chiara e trasparente
che quando un grande piange
i bambini fanno oh
ti sei fatto la bua
è colpa tua.

 

Quando i bambini fanno oh
che meraviglia, che meraviglia
ma che scemo vedi però però
e mi vergogno un po'
perchè non so più fare oh
non so più andare sull'altalena
di un fil di lana
non so più fare una collana.

 

alalalalalala

 

Fin che i cretini fanno (eh)
Fin che i cretini fanno (ah)
Fin che i cretini fanno BOH
tutto resta uguale.
Ma se i bambini fanno ohh
basta la vocale
io mi vergogno un po'
invece i grandi fanno NO
io chiedo asilo, io chiedo asilo
come i leoni
io voglio andare a gattoni.

 

E ognuno è perfetto
uguale il colore
evviva i pazzi
che hanno capito cosa è l'amore
è tutto un fumetto
di strane parole
che io non ho letto.

 

Voglio tornare a fare oh
perchè i bambini
non hanno peli
ne sulla pancia
ne sulla lingua.
 

testo ed immagini sono prese dal sito ufficiale:

http://www.ilpaesedeibambinichesorridono.it/

postato da blunote | 10:37 | commenti (36)


giovedì, marzo 24, 2005
 

La Campagna

Negli Stati Uniti ad oltre undici milioni

di bambini vengono somministrati

quotidianamente anfetamine o

psicofarmaci allo scopo di tentare

 di risolverne i disagi.

Nelle scuole italiane, sono stati

recentemente avviati programmi di

screening di massa per individuare i

bambini sofferenti di problemi di

carattere psicologico. Se tuo figlio

perde le cose, è disattento a scuola,

interrompe spesso gli insegnanti od è

aggressivo coi compagni di classe,

non è detto che sia malato.

Prima di sottoporlo ad una cura dagli

 esiti incerti e dagli effetti collaterali

potenzialmente distruttivi, raccogli

informazioni complete sul nostro sito,

oppure contatta il nostro comitato per

ricevere a casa una pubblicazione gratuita.

Spesso un bambino ha solo necessità di

essere ascoltato con attenzione.

Non etichettare tuo figlio. Parlagli!

per informazioni visita

 http://www.giulemanidaibambini.org/ 

postato da blunote | 10:51 | commenti (25)


mercoledì, marzo 23, 2005
 

"ciao sono quello della figura di merda

di ieri, sono venuto a farne un'altra"

Silvio Muccino - MANUALE D'AMORE

Uno così io me lo sposerei!

postato da blunote | 16:33 | commenti (19)


martedì, marzo 22, 2005
 

http://www.lastampa.it/redazione/esteri/usa.asp

 

 E SE INVECE SPARISCONO I SOGNI?

 

Faccio finta di essere il mio babbo e mi

accorgo che i miei attributi sono diventati

enormi come due mongolfiere, se mi fosse

concesso mi accorgere inoltre che i

giganteschi palloni aerostatici sono stati

anche completamente frantumati.

Mentre ne raccolgo i pezzi cercando

dell’Attack da qualche parte per poter

avere la sensazione poter accomodare

la fonte di eventuali altri figli mi potrei

trasformare in mia nonna e commentare

scuotendo la testa con un sommesso:

 “aahaaaaaaaaa come si stava meglio prima!!!!!”

 

Adesso si vive in un mondo dove tutto

è reale, con i piedi piantati per terra,

con la scienza che tutto ci spiega e non

ci lascia spazio a miti o immaginazione.

La ricerca spasmodica di una verità che

poi  sarà la verità vera o solo una parte?

Sicuramente tanto puzzo per una sola

parte di verità però bisogna far vedere

la guerra alla televisione, parlare di serial

 killer e magari farne una trasmissione dove

se ne parli per almeno una settimana.

Per onore del vero, in nome della Verità

ci ciucciamo telegiornali dove con voce

enfatica annunciano un

“TERRIBILE AUMENTO DELLA

TEMPERATURA! DECISAMENTE SOPRA

LE MEDIE STAGIONALI DI ALMENO 10°

ERANO ANNIIIIIIIIIII CHE NON SI

VERIFICAVA UNA COSA DI QUESTO

GENERE” e poi con il massimo della

tranquillità ti presentano l’ennesima

esplosione a Baghdad o da qualsiasi altra

parte del mondo, una bambina rapita,

40 o 50 giovani morti nelle strade.

 

Non si può fantasticare più sulla luna o

le stelle, non si lascia un bambino sognare

 che si tratti di un occhio di un enorme

personaggio fantastico che ti guarda, no,

bisogna essere precisi e spiegare esattamente

che si tratta di un pianeta che gira tranquillo

da milioni di anni intorno alla terra.

Se un bambino disegna una bimba che vola

attaccata ad un fiore ci si precipita subito a

spiegare la forza di gravità, punire il bimbo

perché come fa un bimbo pesante a volare

grazie ad una leggerissima margherita?

Poco importa se la margherita è  magica,

se ogni petalo è di un colore diverso e con

le capacità volatili di un falchetto,

di un passerotto e di una rondine insieme.

Poco importa se per magia i petali si

uniscono fino a diventare come le palle del

mi babbo e formare una mongolfiera dove

 il bimbo pensa di poter guardare il mondo

dall’alto per vedere cosa va e cosa no,

tornare sulla terra e provare a cambiare.

Ecchissenefrega, i bambini come gli adulti

 devono sapere (chissà perché però babbo

 natale e la befana fanno comodo!! Eh!

Qui commercio ci cova!)

Sapete quale è il risultato?

Ho fatto leggere il racconto del temporale

ad una classe di seconda elementare.

E’ stato chiesto ai bimbi di descrivere

il loro sogno e cosa succedeva con la

sparizione di suoni e parole……

Ragazzi, i nostri bambini NON HANNO SOGNI MA DEL SILENZIO CONOSCONO OGNI SFUMATURA…

 

Et excrucior

bellissimo l'ultimo post del mio gemello CAPPUCCINOKID

http://thecappuccinokid.splinder.com/post/4351664

postato da blunote | 12:48 | commenti (28)


sabato, marzo 19, 2005
 

SIRIO

 

SECONDA PROVA TERMINATA.. ECCOLA TUTTA QUA PER VOI..

1.LUCEYA  - Entrata nell'ufficio in cui si lavora

“Che ne pensi del nuovo caporeparto?” domandò Clara strisciando il suo tesserino magnetico all’ingresso sotto lo sguardo atono della guardia di turno.

“Non ho capito se c’è o ci fa, ma il sedere è da urlo!” rispose al posto dell’interpellata Maria ammirando al contempo con aria compiaciuta lo splendido lavoro di manicure costatole ben 30 euro solo il giorno prima.

“Ma tu pensi solo a quello?” fu l’esclamazione ovvia e falsamente pudica delle altre due donne, alle quali Maria si limitò a rispondere con un sorriso ben esaltato dal rossetto color carminio impreziosito da glitter brillanti.

Clara al contrario dell’amica era una donna semplice anche se il suo abbigliamento casual le conferiva un aria più austera di quella che realmente le apparteneva. La terza invece Rita, poteva essere definita la ragazza della porta accanto. Nonostante il regolamento aziendale “consigliasse” un abbigliamento molto formale non si preoccupava di recarsi a lavoro con indosso un comodo paio di jeans e un bel maglione uscito fuori da chissà quale vecchio e polveroso armadio.

Tutte e tre erano segretarie in una ditta di assicurazioni e tutte e tre lavoravano nel medesimo reparto. Non esisteva la più brava fra di loro esisteva solo la più appariscente, la più semplice e la più formale. Si eclissavano a vicenda ma ognuna nella propria categoria e mai nel lavoro.

Le altre due strisciarono a loro volta il tesserino nel lettore e con passo cadenzato, quasi stesero percorrendo la navata di una chiesa, si incamminarono nell’atrio chiacchierando fra loro dell’odierno oggetto di critica.

2.INSANESOUL -  scegliere di prendere l'ascensore e non le scale
"A proposito ragazze eccolo che sale le scale. Dai andiamo pure noi. Quale migliore prospettiva possiamo avere per osservare quel culo sublime?" disse Clara avviandosi verso le scale.
"Allora è proprio un chiodo fisso il tuo? Ma tuo marito VIP non ti soddisfa abbastanza?" domandò Maria con aria maliziosa all'amica.
"Mio marito? Vip  è fantastico, ma vedi io sono alla ricercadel bello e quel culo è..."
"Ragazze no, vi prego. Prendiamo le scale." Le interruppe Rita "Ieri sera sono stata in palestra, e tra spinning e tapis roulant ho le gambe a pezzi. Sapete fra 2 mesi io e Federico andiamo in Egitto e voglio avere il sedere più sodo del villaggio."
"Se vai in villaggio di ottantenni sicuramente avrai il sedere più sodo di tutti, altrimenti ti consiglio Lourdes altro che palestra. Ah ah ah ah." Rispose Maria prendendola in giro.
"Sei proprio stronza" disse Clara trattenendo a stento le risate "Sempre a prenderla in giro, che poi ci crede. Comunque ormai prendiamo l'ascensore, il nostro sederino famoso ormai sarà arrivato al suo piano"

3.BLUNOTE (CAPO BRANCO) - dentro l'ascensore

La luce rossa del bottone

dell’ascensore si

accese e le porte si aprirono.

Le tre ragazze

entrarono nel piccolo

ascensore. L’ascensore

era molto moderno, esterno

alla struttura dell’azienda,

con le pareti trasparenti che

permettevano di vedere le

colline circostanti e soltanto

da un lato al posto del vetro era

posizionato uno specchio.
Rita perse lo sguardo sulle colline

illuminate dal piacevole sole mattutino

pensando che il suo fondoschiena

sarebbe diventato esattamente come loro:

morbido, sodo, dolce ed estremamente

irresistibile. Avrebbe ancheggiato soda

e abbronzata sulle spiagge dell’egitto.

Le colline divennero le onde del mare

e poteva addirittura percepire lo iodio

nell’aria e il salmastro sulla punta della

lingua. Avrebbe avuto voglia di una bibita

 fresca con magari una fettina di limone.

Sicuramente avrebbe preso un estathè

alla macchinetta non appena sarebbe

uscita dall’ascensore.
Clara sbadigliava già pensando ad una

scusa qualunque per entrare nell’ufficio

del capo e farlo alzare dalla seggiola.

“Hummm forse sarebbe più producente

se mettessi in mostra il mio di

fondoschiena per farmi notare” fu il suo

 primo pensiero. Immediatamente dopo

stramaledì il suo naturale menefreghismo

per l’abbigliamento e avrebbe fatto carte

false per indossare un bel paio di pantaloni

attillati, magari in eco-pelle nera e una

mogliettina fasciante che mettesse in

mostra tutto il ben di Dio che si trovava

davanti. Maria continuava ad ammirare

 lo splendido lavoro della manicure e

studiava allo specchio ogni posizione

che le si addicesse maggiormente,

si controllava i denti che fossero

 perfettamente bianchi e con la perfetta

 unghia del mignolo si tolse un piccolo

 rimasuglio della brioche integrale che

aveva accompagnato l’espresso della

mattina. Sistemata la bocca passò

alle scarpe che con non curanza

iniziò a spolverare drusciando la

punta dietro al polpaccio. E venne

la volta della riga delle calze che

avrebbe dovuto essere perfettamente dritta.

4. FRANCIFRA - l'ascensore si blocca
Ma non sempre le cose sono perfette e filano lisce, Maria dovette fare i conti con questo fatto, insieme alle altre due lì in quel metro quadro sospeso. Sì, perché l’ascensore s’era appena bloccato, e si trovavano a mezz’aria, in quella scatola trasparente, tra il pensiero del fondoschiena del nuovo acquisto, le vacanze in Egitto e le colline fuori.
Di certo la sensazione che tutte ne ebbero non fu così idilliaca, anzi, diciamo pure che tre donne, seppur diverse all’apparenza, se si blocca l’ascensore, cadono nello stesso panico più assoluto. Clara cominciò a battere le mani sulle pareti dell’abitacolo, sperando di attirare l’attenzione di qualcuno, ma niente. Rita ebbe la trovata migliore prima cercando un pulsante d’allarme, poi mettendo mano al cellulare (che si sa, le donne semplici son anche quelle più pratiche e scaltre). Maria era incapace di intendere e di volere. Perché come tutte le donne appariscenti e un po’ vamp, alla minima difficoltà è tra le persona più impanicata di questa terra.
-Chi chiamo?- chiese Rita alle altre due. Silenzio. -Chi chiamo?- ripeté più stizzita. Ma non le sapevano rispondere. Avrebbe dovuto cavarsela da sola.

5.PAMPERINE - accorrono a salvarmi dopo 2 ore dentro l'ascensore

Peccato che il telefono non prendesse la linea in quel fatiscente ascensore con vista colline….si avvicinò allora al pulsante rosso d’emergenza.. le mani tremavano. 
Lo premette fiduciosa.
Niente.
“stiamo tranquille ragazze, vedrete che ci verranno a cercare se non ci vedono arrivare in ufficio..il capo ci ha visto, no?!?” disse Maria con aria apparente di sicurezza. Clara nel frattempo continuava a muoversi irrequieta, torcendosi le mani e strappandosi di dosso quel goffo maglione che nascondeva un corpo sinuoso e curato.. ed una strana voglia a forma di stella sul collo. 
“Voglio uscire di qua!!!” cominciò a gridare istericamente. Farneticava parole incomprensibili…
”lo sapevo.. Vip… soffoco…io….” 
"Clara cos’hai? “ le chiesero “CALMATI!!! Ora sistemiamo tutto, vedrai che stanno arrivando i soccorsi..”
”voi non capite… io… noi… di nuovo… TIRATECI FUORI DI QUI!!!!!!” . 
Le altre cercarono di rassicurarla e fu allora che Clara svelò il suo segreto: “Avevamo 7 anni io e mio fratello  gemello Sirio.. eravamo al mare con mamma e papà.. ci fu un incendio nell’hotel…Sirio rimase chiuso nell’ascensore ma quando riuscirono ad aprire le porte di lui.. niente.. più niente. …
ra scomparso. 
Lo cercammo ovunque ma di lui, più niente..più niente… più niente” ripeteva Clara col volto irrorato dalle lacrime…. 
Poi, chiuse gli occhi. 
E si abbandonò tra le braccia delle due amiche-colleghe.

Silenzio.
Solo un beffardo Tic Tac che per due ore accompagnò le tre giovani.

 

 

E poi: voci di persone lontane. 
E poi sirene. 
E finalmente le porte dello scrigno malefico si aprirono  grazie all’intervento dei pompieri. 
Uno di essi si tolse la giacca coprendo il corpo della giovane Clara e la depose delicatamente sulla barella della squadra del pronto intervento.. 
Rita e Maria, strette in un abbraccio fraterno ricevettero i primi soccorsi. 
Arrivò anche il capo e le donne alla vista dello splendido esemplare di fondoschiena si sentirono già meglio anche se erano in pena per l’amica… 
Coincidenza? 
Fato? 
Notarono che iI giovane pompiere che scortava Clara aveva una piccola macchia sul collo.. sembrava una stella… lessero il suo nome sul cartellino caduto ai loro piedi…… 
Il sorriso impaurito, si traformò in gioia.

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postato da pamperine | 13:12 | commenti (12)


venerdì, marzo 18, 2005
 

SECONDA PROVA DEL REALITY

 LE STELLE

3° PARTE del branco "Sirio"

La prima e la seconda prova le

 trovate:

1) www.tosotm.splinder.com/    

2) www.animallospecchio.splinder.com/

La luce rossa del bottone

dell’ascensore si

accese e le porte si aprirono.

Le tre ragazze

entrarono nel piccolo

ascensore. L’ascensore

era molto moderno, esterno

alla struttura dell’azienda,

con le pareti trasparenti che

permettevano di vedere le

colline circostanti e soltanto

da un lato al posto del vetro era

posizionato uno specchio.

Rita perse lo sguardo sulle colline

illuminate dal piacevole sole mattutino

pensando che il suo fondoschiena

sarebbe diventato esattamente come loro:

morbido, sodo, dolce ed estremamente

irresistibile. Avrebbe ancheggiato soda

e abbronzata sulle spiagge dell’egitto.

Le colline divennero le onde del mare

e poteva addirittura percepire lo iodio

nell’aria e il salmastro sulla punta della

lingua. Avrebbe avuto voglia di una bibita

 fresca con magari una fettina di limone.

Sicuramente avrebbe preso un estathè

alla macchinetta non appena sarebbe

uscita dall’ascensore.

Clara sbadigliava già pensando ad una

scusa qualunque per entrare nell’ufficio

del capo e farlo alzare dalla seggiola.

“Hummm forse sarebbe più producente

se mettessi in mostra il mio di

fondoschiena per farmi notare” fu il suo

 primo pensiero. Immediatamente dopo

stramaledì il suo naturale menefreghismo

per l’abbigliamento e avrebbe fatto carte

false per indossare un bel paio di pantaloni

attillati, magari in eco-pelle nera e una

mogliettina fasciante che mettesse in

mostra tutto il ben di Dio che si trovava

davanti. Maria continuava ad ammirare

 lo splendido lavoro della manicure e

studiava allo specchio ogni posizione

che le si addicesse maggiormente,

si controllava i denti che fossero

 perfettamente bianchi e con la perfetta

 unghia del mignolo si tolse un piccolo

 rimasuglio della brioche integrale che

aveva accompagnato l’espresso della

mattina. Sistemata la bocca passò