| caffè, brioches e brochure |
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lunedì, ottobre 31, 2005
Siamo un esercito di sognatori, per questo siamo invincibili. Subcomandante Marcos
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blunote | 19:03
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giovedì, ottobre 27, 2005 IL SOGNO
"I personaggi si frantumano, si moltiplicano, si raddoppiano, evaporano, si allontanano galleggiando, si ritrovano. Ma c'è una coscienza al di sopra di tutti, la coscienza di colui che sogna; per essa non esistono segreti né incoerenze né scrupoli né leggi. Colui che sogna non condanna e non assolve, semplicemente racconta; e poiché il sogno è più spesso doloroso che gaio, un tono di malinconia e di pietà per tutto ciò che è vita attraversa le onde del racconto" (Strindberg Il Sogno Avvertenza)
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blunote | 11:43
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lunedì, ottobre 24, 2005 SIBILLA
Sibilla ha poco più di ottanta anni e la domenica mattina si veste come il suo gatto per arrivare nella piazza del paese e riempirsi con un buon cappuccino e un una brioches dolce. NOn assomiglia nemmeno lontanamente a quei fragranti e stranamente salati croissant di Mont Matre che divorava alle Chat Noir tra uno spettacolo e l’altro. Una crocchia di capelli bianchi appuntati dietro la nuca, un tailleur nero con una lunga sciarpa di seta bianca, il viso struccato, due occhi azzurri che sembrano quelli di una bambina ma con l’astuzia e la malizia di una gran donna. Sibilla è Olandese, molti anni fa era silenziosa, introspettiva, ballava e ricercava meditazione e perfezione. Cresciuta nella libertà del paese degli zoccoli e dei tulipani trova a Parigi il giusto palcoscenico per i piccoli piedi e l’esile corpicino.
Arriva nella piazza nel paese seguita dal suo gatto, nero, con qualche peletto bianco sul petto, il passo ancora sicuro, la testa alta, la vita dritta… una figura con la vita dentro!...
“Sibilla! Cappuccino e pasta? Ti riscaldo la briochina?” vocia il barista sulla porta. Lei sorride, si siede bofonchiando qualcosa tra sé e sé e ritorna bambina con il sapore del latte fresco della sua terra natia.
Il barista la stuzzica, la provoca perché lo sa che poi tanto prende il via, che le parole poi le usciranno e che non lascerà allontanarsi le due ragazze sedute al tavolo accanto. Le costringerà con i suoi racconti a prendere di nuovo da bere…. “Sibilla Sibilla, ero un marinaio e lo sai come sono i marinai, una donna in ogni porto! Sibilla Sibilla, se tu avessi avuto 40 anni di meno!”
“Eh.. dici dici…, Io vi amo e vi ho amato tutti, siete voi che non mi avete amato abbastanza, sono straniera in questa terra, devo dirtelo in tedesco?” Finisce la sua colazione, che assomiglia a un pranzo senile, aspetta il gatto e si incamminano di nuovo verso casa.
“Ero bella e fascinosa, ho regalato passioni e sogni a chi me lo ha chiesto, ho ballato su cuori infranti e menti scoraggiate. Il mio sguardo ha dispensato sorrisi, e il mio passeggiare faceva girare la testa, il fioraio mi regalava dei fiori, il giornalaio mi allungava il quotidiano e i giovani scrutavano scarpe e caviglie. Ero silenziosa e riservata quando ballavo al Moulin Rouge. Adesso ho un gatto, sono sola in terra straniera e non riesco a stare zitta, parlo sempre troppo. Nessuno mi ha amato a sufficienza da dividere un pasto con me, solo il barista del paese si interessa che passi la notte ma solo perché lui la colazione non me la offre, me la pago”
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blunote | 11:27
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venerdì, ottobre 21, 2005 OBIETTIVI E TECNICA
Come quando suoni, bisogna imparare le sequenze per poi dimenticarsene e usare solo il cuore. Se non impari la tecnica si sente che il tocco è bello, la mano è buona ma sbaglia le note. postato da
blunote | 10:33
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giovedì, ottobre 20, 2005 IO MI DOMANDO:
MA CHE ME LO DOMANDO A FA?
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blunote | 11:48
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martedì, ottobre 18, 2005
16 ottobre 2005 ALLA RICERCA DEI RAGGI DI SOLE IL PESCATORE
Alcuni amici sono allo stadio, altri da quando è iniziata la caccia sono dietro a nobili cinghiali e fagiani, io la domenica d’Ottobre me ne vado a pescare. Si a pescare, e non al fiume ma al mare, alla faccia di chi dice che sono un asociale e un misantropo. Dopo aver fatto pranzo controllo la cassetta con ami e esche, sistemo la canna e monto in macchina con un libro nella tasca della giacca. Lascio che il vento entri dal finestrino e mi godo lo spettacolo del bosco. I mille colori dell’autunno sono sorprendenti e mi domando come facciano alcune persone a pensare che siano tristi. Una folata di vento ogni tanto e come coriandoli le foglie cadono a terra. Un vero tripudio di colori caldi e rilassanti. Tra qualche giorno ci sarà un tappeto arancione, giallo, rosso e marrone. Dovrò stare attento perché è pericoloso quando poi arrivano le prime piogge; si forma in terra quella patina gelatinosa particolarmente sdrucciolevole che porta la macchina dove li pare. Si, ma non adesso, tra qualche settimana magari. Queste colline sono meravigliose, questa strada sembra incantata anche se circondata da alte colline e boschi. Non c’è un panorama sconfinato ma un insieme di romantiche cartoline e scorci. Il sole è alto e caldo, è proprio una bella giornata, sembra primavera e come previsto, il parcheggio è pieno di camper così lascio la macchina lungo la strada, prendo la borsa, la canna e la tendina e attraverso la pineta. Un mese e mezzo fa questo posto era pieno di bambini che correvano, che dormivano, che giocavano a palla, strillavano, si azzuffavano e ridevano. Intere famigliole in pic nic e biciclette in tutte le direzioni lo riempivano di suoni e colori, in sottofondo il regolare e insistente canto delle cicale. Adesso, la quiete con il brusio dei pini e il profumo dei rododendri. Mi sto avvicinando al mare, ne sento l’odore, la luce si fa piu’ chiara e acceccante, la pineta sta per lasciare spazio alla sabbia ed eccolo lì, enorme, sconfinato,blu, sempre in movimento, lui, sua maestà il mare. Oggi sembra silenzioso, delicato, quasi impercettibile. Che meraviglia! Sarà una buona pesca. Valutato il numero dei camper mi aspettavo di peggio, non c’è molto affollamento, intorno a me un giovane padre regala il suo tempo ad un bimbo, hanno trovato un granchio che gironzola per la spiaggia e il bimbo vuole fotografarlo. Il giovane è paziente, accovaccia e mostra i pulsanti della macchina al bambino. Indossa degli occhiali da sole, come se volesse nascondere qualcosa nello sguardo, chissà cosa c’è lo turba in una giornata come questa? Gli mancherà la mamma di quel bimbo così vivace o forse è solo una giornata pesante, di quelle che non vuoi far pesare a tuo figlio i giramenti di scatole di te genitore e per nascondere a lui quello che non puoi nascondere a te stesso devi metterti un paio di occhiali scuri. Ogni tanto anche io ho bisogno di indossare qualcosa anche solo un accessorio per nascondere. Credo proprio che la metterò qui la canna, piu’ in la ci sono gruppi troppo rumosi, sembra un posto buono per pescare. IL FOTOGRAFO
Sono quattro anni che una domenica si e una domenica no la mattina mi sveglio presto, prendo il mio caffè senza zucchero, mi faccio una doccia per riattivare ogni centimetro della mia pelle e metto su un disco della Bandabardò. Uno a caso, per darmi la carica. C’è mio figlio che mi aspetta, devo essere in forma, deve avere il meglio di me. Passo troppo poco tempo con lui e per quessto devo essere piu’ bravo degli altri padri. Quelli che con i loro figli ci posso stare tutti i giorni, che gli possono leggere le fiabe quando stanno per addormentarsi. Quelli che quando tornano a casa e c’è qualcosa che non va lo capiscono e riescono magari con un sotterfugio a stargli vicino e a comunicarli i mezzi per appropriarsi deglistrumenti giusti. Io me lo gioco tutto in una giornata e una mattina misera mattina che l’accompagno a scuola, il lunedi. Sono distrutto. Non ce la faccio piu’, lavoro dieci ore al giorno per mantenere lui e la sua giovane mammina, ho rinunciato a tutte le mie passioni perché a mio figlio non mancasse niente. Mentre venivamo alla spiaggia mi dava fastidio anche il paesaggio. In autunno tutto sembra essere malinconico e triste; anche le foglie in fin di vita penzolano dagli alberi come fossero tanti impiccati. Tra poco esaleranno il loro ultimo respiro e definitivamente torneranno alla terra. Questo sono io, una foglia che aspetta di spirare. La pineta è una desolazione infinita, deserta, l’unica nota di colore sono i teli di un marocchino appoggiati a un albero e lui infagottato in un telo giallo.Un incredibile senso di solitudine, lo stesso che mi è preso alla vista di un pescatore, solo con la sua tendina, aveva fissato la sua canna da pesca, buttato gli ami dopo averli scelti accuratamente e poi si era messo a leggere. Gioco a palla con Daniele e nel frattempo cerco di immortalargli il sorriso, i piedi, le parate e le scoperte tra la sabbia. Daniele vuole imparare ad usare la macchina fotografica, io sono contento, è una passione, qualcosa che lo lega a me. Non vorrei mai che la usasse per avere l’illusione di fermare le cose. Lo so bene io cosa vuol dire guardare le fotografie e non percepire la realtà delle cose. Con la mamma di Daniele era stata tutta una illusione racchiusa in una fotografia.
LA RAGAZZA CON IL LIBRO
Mi succede sempre così quando vado alla spiaggia in autunno o in primavera, quando non c’è molta gente ma qualcuno c’è, quando il mare non è così ingombrante ma è li e lo sai. Esco di casa con l’intenzione di leggermi buona parte del libro appena comprato e mi ritrovo a pensare. Oggi poi era una giornata veramente molto particolare è il 16 di Ottobre e al mare siamo tutti gnudi e qualcuno fa anche il bagno. Un vero spettacolo. Mi scelgo il posto migliore difronte al palco azzurro e mi sistemo alla ricerca dei raggi del sole. Mi levo le scarpe, mi tiro su i pantaloni e rimango con il reggiseno. Mi accendo una sigaretta ed inizio a guardarmi intorno. Appena ho finito la sigaretta poi inizio a leggere, ora mi godo lo spettacolo in prima fila. Vicino a me c’è un bel ragazzo che gioca a palla con un bambino, è troppo giovane per essere il suo babbo, no, avrà si e no trent’anni e il bambino ne avrà almeno otto. Hummm discreto!!! Un paio di jeans, una felpa arancione legata in vita e addominali e pettorali scoperti. Una vera delizia per lo sguardo. Non lo posso fissare così però…poi mi brucio in partenza, faccio subito la figura della allupata. Devo darmi un contegno ed opto per girarmi dall’altra parte continuando a fantasticare su come potrei abbordare il bel tipo. Non molto lontano da me, un altro solitario, venuto per pescare ( vista la canna da pesca davanti a lui). Per il momento non ha ancora tolto lo sguardo dal suo libro e nel secchiello nessun pesce. Guardiamo un po’ che legge: dunque, edizione economica, si riconosce, il titolo non riesco a vederlo, De Carlo, Due di Due…interessante, ho letto qualcosa di De Carlo ma non mi è piaciuto. A dire la verità non sono nemmeno riuscita a finirlo quel libro. Eppure lui è così interessato, chissà cosa è che lo sta colpendo e quale personaggio gli ricorda se stesso. Quali sono quelle parole che gli fanno dimenticare i pesci? Forse è perché il mare è così silenzioso oggi, quasi impercettibile, come un personaggio sul fondo della scena, impercettibile ma una presenza costante.
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blunote | 11:04
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lunedì, ottobre 17, 2005 UN TRENO ASSURDO
Assurdo desiderio di grigie emozioni sfumate, assurdo attorcigliamento di pancia che ti prende proprio quando non vorresti. Lo so, vi è venuta in mente quella terribile canzone di Albano ma non c'entra proprio niente. Una mattina insieme al caffè ti bevi un pò di autostima, ti fumi i dubbi degli ultimi sette giorni e ti fai una endovena di ottimismo grazie a dolcissime parole composte come fossero una perfetta ballata. Arrivano come folate di vento... parole come fossero gocce di tempesta, vento come uragano. Quando poi questo filo magico che ti tiene legato al cuore, che sciaguatta la pancia diventa la corda alla quale ti attacchi e non ne puoi fare a meno... l'altra metà di te stesso. Porca paletta... se non recupero il post di ieri mi taglio tutti i capelli! Assurdo postato da
blunote | 19:25
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UCCIDIMI DOLCEMENTE
Srrumming my pain with his fingers
Singing my life with his words
Killing me softly with his song
Killing me softly with his song
Telling my whole life with his his words
killing me softing with his song I heard he sang a good song
I heard he had a style
And so I came to see him
To listen for a while
And there he was this young boy
A stranger to my eyes I felt all flushed with fever
Embarrassed by the crowd
And read each one out loud
I prayed that he would finish
But he just kept right out He sang if he knew me
In all my dark despair
And then he looked right through me
As if I wasn't there
An he just kept on singing
Singin' clear and strong
Singing my life with his words
Killing me softly with his song
Killing me softly with his song
Telling my whole life with his his words
killing me softing......
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blunote | 11:12
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venerdì, ottobre 14, 2005
BLU MONDAY
Come possa essere così fredda questa casa dopo averci patito, soltanto qualche giorno fa, un caldo alieno è cosa oscura. Comunque sia, mi tocca accendere il termoconvettore, devo farmi la cena e non resisto a queste temperature! Tutti gli anni è la stessa storia, gli ultimi 15 giorni che precedono il rientro della nonna, mi restano impressi soprattutto per il freddo che patisco in casa, nel tentativo di resistere alla fine dell’estate. Il menù della serata è da lunedì triste, da lunedì che non hai voglia di fare la spesa; scongeli del petto di pollo alla faccia dell’influenza aviaria, tiri fuori un barattolo di piselli in scatola e prepari del cous cous a surrogare una cronica mancanza di pane, metti il tg1 e, constatando che Lapo Elkann è un completo imbecille, aspetti l’inizio di Mai dire lunedì, così, per farti 2 grosse risate.
Il bello di questo tipo di programmi è la loro capacità di farti scollegare il cervello, di mandarti in totale relax mentale, almeno a me fa questo effetto; infatti, cucino, mangio e sistemo, mi accovaccio sulla poltrona senza neppure accorgermi, ascoltando, ora una battuta del mago Forrest, ora uno scatch della Cortellesi..
Il fatto è che il lunedì fa questo effetto a molte persone, il lunedì è una serata solitamente calma, dedicata alla televisione, alla lettura, ma anche ai pensieri, alle riflessioni. Ad esempio, sono convinto che, se uno pensa di mandare un messaggio, di fare una telefonata, è probabile lo faccia di lunedì. Quindi il lunedì può diventare pericoloso. Può diventarlo se hai storie a metà, equivoci in corso, faccende ammezzate…è assai probabile che qualcuno decida di riprendere il discorso proprio di lunedì, quando difficilmente ti può beccare in altre faccende affaccendato, quando al massimo ti fa perdere il “calcio inglese” di Mai dire lunedì, o l’esilarante gag di Albanese.
E può allora capitare che fra un liscio ed un “gollonzo” il cellulare suoni, mostrando sul suo bel display il numero che meno ti aspetti, quello temuto, quello conosciuto e familiare un tempo, ma ormai scordato, più o meno volutamente. Può capitare che qualcuno di lunedì voglia chiudere un aaaampio cerchio e finire un discorso ormai trascinatosi stancamente per troppo tempo, un discorso per il quale un tempo avresti smosso una montagna e che ora è solo pesante come una montagna! Ed allora ti tocca spengere la tele e ricollegare il cervello, al cuore, alla memoria, alla ragione, fare un’iniezione di rabbia ed ascoltare chi, di lunedì, ha deciso di rientrare nella tua vita.
Mezz’ora di chiamata…pensare che la prima frase era stata “..5 minuti, solo per salutarti”! Mezz’ora di chiamata per capire e ricordarsi come un bel ricordo può a volte rimanere solo tale, per ricordarsi come a volte vivere con una persona quasi 2 anni della propria vita, può equipararsi a passare delle belle ferie in un posto della madonna. Allo stesso modo, hai la consapevolezza di essere stato benone, da dio, ma difficilmente ti ricapiterà, anzi, per le situazioni che si erano create e le persone incontrate, è impossibile ti possa ricapitare. Ed allora, con il coraggio impugnato a 4 mani, vuoti il sacco e sfruttando l’effetto della siringa di rabbia di cui sopra, fai capire a chi si è permesso, che l’hai scoperto, che sai benissimo che se siamo al telefono, è solo perché il lunedì non si ha di meglio da fare…
Tana libera tutti! Adesso sto veramente meglio, riaccendo la tele, la gag di albanese non c’è ancora stata, il mio lunedì è salvo… dai racconti di Michelino postato da
blunote | 12:33
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giovedì, ottobre 13, 2005 CIRQUE DU SOLEIL
Lasciatevi contagiare.... !!! postato da
blunote | 12:12
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