caffè, brioches e brochure


martedì, maggio 25, 2004
 

Un folletto metropolitano

Al Caffè Storico Letterario

GIUBBE ROSSE

Firenze

Un giorno nel villaggio abitato dai folletti giunsero

voci che in un grande città a loro vicina le persone

non si parlavano più e avevano perso l’amicizia e fu

così che durante una riunione dei saggi venne deciso

di inviare un proprio ambasciatore…

La scelta cadde su un folletto giovane e buono, fu

chiamato il folletto prescelto e gli fu affidato

l’incarico di uscire dal suo mondo di fiaba per

entrare nel mondo degli umani per poter parlare

d’amicizia e d’amore.

Appena giunto nella grande città comincio a studiare

 come poter parlare d’amicizia e farsi ascoltare

senza che il suo messaggio venisse frainteso,

scrivere e disegnare storie da regalare che

parlassero d’amicizia e d’amore gli parve cosa

giusta e così fece.

Un’occasione per dialogare con le persone, ma non aveva fatto i conti con la diffidenza ed erano pochi quelli che si fermavano a prender i suoi doni finchè un giorno più fortunato degli altri…

Si fermò un signore che rivolgendosi al folletto disse: “sai…mi hanno parlato bene di te, sono proprietario di un bar qui vicino e se qualche volta vuoi venire nel mio locale a trovarmi possiamo prendere un caffè insieme e diventare amici”.

Alcuni giorni dopo, il folletto passando davanti al bar del suo nuovo amico, entrò e scoprì un mondo a lui sconosciuto…credo che anche per voi esistano luoghi magici, dove avete conosciuto una persona o dove a voi sono accadute cose gradevoli…

Lui che conosce altri mille luoghi con storie diverse e fantastiche dove la realtà si confonde con la leggenda, come le pietre parlano all’archeologo, questi muri pieni di quadri e di storia parlano a colui che li sa ascoltare…

E magico fu il caffè bevuto, vide che i quadri appesi al muro prendevano vita, personaggi e immagini litigavano tra loro ognuno sposando la tesi per cui era stato immaginato e descritto perché se così non fosse lui non potrebbe esistere…

Fermare per sempre un pensiero, un’immagine, il potere di disegnare e scrivere un’idea, darle vita fino a diventare tutt’uno, trasformarsi in idea e non sentire neppure il trascorrere del tempo…

Quando davanti ad una tela bianca ti senti l’uomo più potente del mondo è così che nascono le più belle creature, la voglia di dire qualcosa di nuovo raccontando storie di giovani pittori e scrittori quando l’arte è ancora ricerca.

Qui hanno trovato credito le loro idee quando i soldi erano pochi e le idee tante, la mano tracciava ancora segni insicuri, qui trovano credito le idee del folletto metropolitano e qui ha trovato l’amicizia…

Il folletto ha trovato qui quella creatività che la solitudine del bosco non riusciva a dargli, qualunque idea entri qui dentro prende energia e nuova vita. Lui che conosce il silenzio e sa guardare il lento scivolare di una goccia di rugiada.

L’amicizia è una pianta che va coltivata quando è giovane, va protetta ed ha bisogno di cure e di tempo ma una volta cresciuta puoi riposare tranquillo alla sua ombra raccogliendo i suoi frutti.

Qui il folletto ha trovato tre semi: chi ascoltava le sue parole, chi gli ha dato l’amicizia, e chi ha ricevuto l’amore…sensazioni che solo in pochi posti puoi trovare.

Se due amici si scambiano un euro ognuno possiede un euro ma se due amici si scambiano un’idea ognuno di loro sarà più ricco di un pensiero…

postato da blunote | 17:09 | commenti (5)