| caffè, brioches e brochure |
|
giovedì, dicembre 09, 2004
IL PRINCIPE CHE SPOSO' UNA RANA
Passata l'immacolata, una giornata di festa che ci permette di assaporare il gusto del natale, che ci da la possibilità , nonostante i nostri lavori e la nostra vita frenetica di capire che siamo a Dicembre e che non è solo un mese all'insegna del consumismo (anche perchè male come stiamo ora vorrei vedere chi fa davvero del consumismo!!) ma anche dei bambini, queste splendide creature innocenti ma sveglie che tanto, forse mai come nel mondo di oggi hanno bisogno di favole, certezze, spensieratezza e dolci (in ogni senso) Un albero di natale con una luce per ogni bambino, una pallina per ogni occhio innocente e una favola attaccata ad ogni ramo perchè oltre alle guerre e alle stragi, le nostre stelline sulla terra sappiano che esistano anche generosità , bontà , costanza, caparbietà , sfacciatagginee tanti tanti amici. Perchè le nostre speranze non perdano la loro speranza. Un regalo per tutti dal più grande narratoreitaliano moderno: ITALO CALVINO (grazie kabi www.kabi.splinder.com )
C'era una volta un Re che aveva tre figli in età da prender moglie. Perché non sorgessero rivalità sulla scelta delle tre spose, disse: - Tirate con la fionda più lontano che potete: dove cadrà la pietra là prenderete moglie. Il più grande tirò e la pietra arrivo sul tetto di un Forno ed egli ebbe la fornaia. Al più piccino la pietra cascò in un fosso. il mezzano una pallidina, fina come un filo, e il più piccino, guarda guarda in quel fosso, non ci trovò che una rana. Facciamo le prove" e diede a ognuno della canapa perché gliela riportassero di lì a tre giorni filata dalle fidanzate, per vedere chi filava meglio. e il più piccolo tutto mortificato, con quella canapa in mano, se ne andò sul ciglio del fosso e si mise a chiamare: - Rana, rana!
- Rana, rana! Saltò su una foglia e aveva in bocca una noce. ma si fecero coraggio e andò. aperse la noce del più piccino, e intanto i fratelli sghignazzavano. spiega spiega, non finiva mai , e tutta la sala del trono ne era invasa. "Portateli alle vostre fidanzate e tornerete a prenderli tra un mese: chi l'avrà allevato meglio sarà regina". perché il pane non gli era mancato; quella della tessitrice, tenuto più a stecchetto, era venuto un famelico mastino. Il più piccino arrivò con una cassettina, il Re aperse la cassettina e ne uscì un barboncino infiocchettato, pettinato, profumato, che stava ritto sulle zampe di dietro e sapeva fare gli esercizi militari e far di conto. tirate da quattro cavalli, e le spose salirono tutte cariche di piume e di gioielli. fatta d'una foglia di fico tirata da quattro lumache. Ogni tanto si fermava ad aspettare, e una volta si addormentò. con due cavalli bianchi e dentro c'era una ragazza bella come il sole con un abito verde smeraldo. dove c'era la foglia di fico, la pelle della rana e quattro gusci di lumaca. senza sapere che ero bella avrei ripreso la forma umana." capace di scegliere la moglie non meritava la Corona. (Italo Calvino) ( postato da
blunote | 13:51
| commenti (16)
|