caffè, brioches e brochure


martedì, febbraio 22, 2005
 

 

DONNA DEL BISONTE BIANCO - dalla tradizione Lakota

Tantissimo tempo fa, il Popolo Lakota vivesse in grande difficolta’. Si soffriva la fame, si litigava, i fratelli combattevano fra di loro. Persino gli inverni sembravano piu’ gelidi e duri da superare.
Fu proprio in una di quelle fredde stagioni che due cacciatori, lasciarono il campo alla ricerca di bisonti da cacciare. Per giorni e giorni, cercarono tracce, ma senza risultato. Quando delusi, decisero di ritornare al campo, notarono una figura solitaria che si avvicinava da Ovest. Questa figura aveva una strana andatura; non il normale modo di camminare degli uomini, ma uno strano fluttuare, il che’ convinse i due cacciatori che doveva trattarsi di un’entita’ sacra. Quando giunse a breve distanza dai due Lakota, essi si accorsero che si trattava di una donna bellissima, che indossava un candido abito di pelle di daino ricamato superbamente con aculei di porcospino, dai colori brillanti. Portava lunghi capelli, neri, lucenti, sciolti sulle spalle, ad eccezione di una treccia, sul fianco sinistro, avvolta con pelle di bisonte. Alle mani teneva un ventaglio fatto di rametti di salvia e portava appeso alla schiena un involucro fatto di pelle. La sua superba bellezza genero’ in uno dei due cacciatori il desiderio di possederla, mentre l’altro, con timore reverenziale le tributo’ il rispetto che si conviene ad un essere sacro. La Donna, rivolgendosi al primo cacciatore, disse che, se proprio voleva, avrebbe potuto avere cio’ che tanto desiderava, ma per questo la sua vita si sarebbe consumata in brevissimo tempo. Infatti, di li’ a pochi istanti, il corpo dell’uomo si dissolse, riempiendosi di vermi e lasciando di se’ soltanto un mucchietto di ossa rinsecchite. L’altro cacciatore terrorizzato per quanto era accaduto al compagno, venne tranquillizzato dalla donna, la quale, con tono dolce gli disse di tornare dalla sua gente , di radunare gli anziani, i capi e gli interpreti spirituali in un ampio cerchio, in mezzo al quale avrebbero dovuto erigere un grande tipi. Il giorno successivo, la Donna avrebbe fatto visita al Popolo, portando in dono un oggetto e degli insegnamenti, che avevano lo scopo di ricordare per sempre alla gente Lakota la sacralita’ della vita. Cosi’ infatti avvenne. La mattina seguente, una volta entrata nel cerchio campale, la Donna fece il suo ingresso nel tipi e sedette al posto d’onore, dove era stata cosparsa della salvia. Per prima cosa, dal fardello che portava sulla schiena estrasse una grossa pipa con il cannello di legno e il fornello di pietra rossa, ornato con penne d’aquila chiazzata. Spiego’ loro che il fornello, ricavato dalla pietra, rappresentava la terra e il sangue del popolo, mentre il cannello, intagliato nel legno, simboleggiava tutti gli esseri che vivono sulla terra. Le penne d’aquila, oltre che il simbolo del Popolo degli Alati, rappresentavano il messaggio di Tunkasila, l’Essere Supremo. Mostro’ loro come avrebbero dovuto usare la pipa, durante le preghiere, offrendola prima alle Quattro Direzioni, poi al Cielo e quindi alla Madre Terra. Spiego’ come il fumo che usciva dalla pipa avrebbe portato in alto, salendo verso il cielo, le loro preghiere e le loro voci.
Dopo di cio’ parlo’ ai Lakota delle Sette Sacre Cerimonie che da allora in avanti, avrebbero rappresentato il centro della loro religione e mostro’ come celebrarle. Poi parlo’ di come ogni individuo avrebbe dovuto assolvere il suo compito dapprima all’interno della famiglia, poi nell’ambito della nazione. A tale scopo sono state date le Sette Sacre leggi, dicendo che solo la stretta osservanza di queste regole avrebbe permesso al popolo Lakota di vivere una vita armoniosa ed equilibrata. Quando ebbe finito, usci’ dal suo tipi, compiendo un giro secondo il cammino del sole, si diresse verso i margini del cerchio del campo. Si giro’ un’ultima volta a guardare la sua gente e non appena ebbe superato il limite del campo, si tramuto’ in un maschio di bisonte dal colore nero. Inizio’ a galoppare nella stessa direzione da cui era venuta, quindi muto’ il colore del suo manto prima marrone, quindi rosso, per poi trasformarsi definitivamente in un bisonte bianco che scomparve all’orizzonte. Quella fu la prima e l’ultima volta che qualcuno la vide, e di lei nessuno ebbe piu’ notizie.

postato da blunote | 18:53 | commenti (13)