caffè, brioches e brochure


giovedì, maggio 12, 2005
 

                                                     

12 Maggio 2005

 

 

 

 

 

Mi pareva di dover parlar di congiuntivi e di condizionali, poi però mi arriva un messaggio di quelli come vanno di moda ora, con l’sms, (perché sono poco tecnologica cara piccina, altrimenti babbo Carlo avrebbe mandato un mms con tanto di foto e audio con strillo). E’ arrivata carlotta! Tutto bene ma c’è da dire una grande super Gotti. Capirai! Cara cittina, a voglia te a condizionali! Per nove mesi era il verbo più sfruttato e mica solo in via verdi sai! Anche in  via Simone Martini Chiarina andando in su e in giù per quelle scale eh faceva le prove “Vorrei chiamarla Olivia, veloce rapida e concisa.”

 

Vorrei che avesse un nome un po’ fuori dal comune, perché gli sarebbe piaciuto pronunciare il tuo nome e veder girare solo te. E se invece fosse un maschio?  Avrebbero voluto chiamarti Biagio, chissà magari desideravano un cantautore che componesse per loro un adagio.

 

Ma a quei due moroni dei tuoi genitori, sarebbe piaciuto anche chiamarti Diego, così magari giocavi a calcio come gli zii ma diventavi famoso come Maradona.

 

Se pensi  che in camporegio e in via delle vergini il condizionale non si usasse ti sbagli di grosso cara cittina, era tutto un questionare. Nel drago queste citte c’han sperato fino infondo e davano alla mamma certe dritte su come corrompere il babbo e fatti bazzera in Piazza della Posta.”che voi c’è anche il giro annuale, si potrebbe battezzare subito!!!!”

 

Ma anche alle Volte Basse tra un ciliegio e un carciofo il condizionale se ne andava come una lucertola, passava tra le buche dell’orto e te lo trovavi davanti proprio all’improvviso. Oddio come sarà! Poi salta una ranocchia e come si fa a un pensà alla Gotti e alle manine da rana? Oh…belline, la vorremmo, sveglia, vispa e buona ma… insomma … ogni tanto un pochino cerca di falli sta anche svegli altrimenti si abituano male! Ogni tanto falli dù strilli pè fa sentì che ci sei. Te lo dice la tata o la fatina, come preferisci. La testa dura del Toro già te la ritrovi e con l’ascendente in ariete Carlo e Chiara dovranno metterti la martingala!!! Si perché finalmente oggi sei nata e unn’è più tempo di condizionali si passa al congiuntivo si perché per ora se qualcuno non ti regge potresti anche cascare per questo ti tengono in collo ma sono sicura che già si vede che manifesti opinioni:

 

“che si mangi per cortesia” dirai con quelli strilli e strizzando gli occhietti “penso sia il caso di cambiarmi il pannolone, faccio le bizze a disperazione perché finalmente mi si dia un abbraccione, piango come una disperata perché mi si appoggi il capino sulle morbide poccione (poccione???) della mamma (mamma chiara? Che emozione). Così te, anche io, fatina del congiuntivo lascio l’incerto del condizionale e prego perché tu sia forte come il babbo, sana come la mamma, intelligente e anche parecchio belloccia ma soprattutto e con tutto il cuore ti racconterò storie perché tu sia solo Carlotta!!!!!

 

 

postato da blunote | 16:08 | commenti (18)