| caffè, brioches e brochure |
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giovedì, settembre 15, 2005
… ..I Nativi Americani avevano sempre affascinato Corinna fin da bambina, saranno stati i film western che il sabato sera guardava insieme al nonno, sarà stata la passione per i cavalli e per la natura ma il dato di fatto è che la libreria di Corinna pullulava già ai tempi dell’adolescenza di libri di fotografie di Sioux e Apache e tutta una serie di storie sulla tribù dei piedi neri. Il suo camminare spesso scalza gli procurava la solita e banale battuta.
Cercò quei mocassini a punta, alti fino al ginocchio, quei ricami con perline turchesi, quelle bambole, quei ciuffi di capelli attaccati alla casacca sopre la gonna di pelle di capra fino a sotto il ginocchio avrebbero portato da qualche parte no? Corinna cercò anche qualcosa a riguardo a quello strano libro ma in realtà sembrava avere poco a che fare con i pellerossa anche perché non le sembrava che utilizzassero una forma di scrittura.
Stava quasi per addormentarsi di nuovo quando finalmente trovò qualcosa di interessante:
si trattava di una casacca da guerra Lakota. Era ragionevolmente impossibile che una bambina potesse indossare una casacca da guerra ma quella era esattamente quello che stava cercando. La bambina era una Sioux, una bellissima Sioux della tribu' dei Lakota, la tribu' del misterioso Tashunka Witko (Cavallo Pazzo come lo chiamavano i visi pallidi). Seduta con le gambe incrociate sul tappeto di corda del suo studio, la canottiera viola attaccata alla pelle, cominciò a sorridere e vide davanti ai suoi occhi le immense praterie del lontano continente, branchi di appaloosa correre liberi fino a fermarsi sull'argine del grande fiume. Si accese una sigaretta guardando fuori dalla finestra e già si vide all'interno di un tepee (tipì) con la sacra Pipa offerta dal grande capo. Era una donna libera, a parte Brunetta non aveva niente che le impedisse di seguire quella specie di "visione", assaporò la sigaretta come se si fosse trattato davvero di un Calumet da meditazione e quando ebbe finito di fumare non aveva più dubbi: Sarebbe partita, alla scoperta della storia di Foglia del vento, dei Lakota e alla comprensione della sua "visione" Come al solito Brunetta (per chi non se lo ricordasse Brunetta è la donna delle pulizie... quella che le ha fatto da Tata quando ancora non sapeva camminare!) si dovette accontentare di un biglietto, poco più grande di un post it attaccato come sempre al frigorifero: Cara Brunetta, non ci crederai ma ho fatto un sogno straordinario e non posso fare a meno di seguirlo. Sono partita per gli Stati uniti, il biglietto di ritorno è già stato prenotato onde evitare che mi prenda la voglia di non tornare. Dovresti trovarmi di nuovo qui tra poco meno di un mese. Brunetta... non ti preoccupare, avrò il mio gprs e sarò purtroppo rintracciabile... (non sempre, per fortuna ancora il tasto di spengimento continuano ad installarlo!). Così con uno zaino viola e turchese sulle spalle, una macchina fotografica, una caterva di rullini, due blocchi per disegnare un quaderno dove scrivere ed alcuni libri sulla cultura dei Lakota, prese l'autobus che l'avrebbe portata all'aereoporto. Troppe volte non aveva potuto seguire i suoi sogni per mancanza di mezzi, per inciampi o ostacoli procurati da se stessa o dagli altri, troppe volte si era giustificata per non essere arrivata fino in fondo ma adesso era diverso, si era liberata delle zavorre mentali, aveva buttato giù dalla mongolfiera i sacchetti più pesanti, aveva sciolto le catene dell'educazione all'altruismo e all'accettazione totale e incondizionata degli altri e finalmente aveva conosciuto se stessa. Una persona nuova che non poteva avere giustificazioni una donna artefice del proprio destino che aveva fatto una scelta: aveva scelto I SOGNI. postato da
blunote | 13:50
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